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I.Te.R. Scuola di Quarta Via

I.Te.R. Scuola di Quarta Via
I.Te.R. Scuola di Quarta Via

La Quarta Via è un sistema “mobile” che aiuta l’individuo all’educazione del suo pensiero e della sua comprensione.

Le idee di questo sistema non sono concetti, non conoscono fissità. Esse evolvono.

Nei secoli, all’interno delle Scuole, questo sistema si è sviluppato attraverso l’utilizzo di linguaggi sempre più attuali ed assimilabili dall’essere umano integrato in diversi contesti ambientali, culturali e storici.

Le stesse scoperte scientifiche e tecnologiche, hanno contribuito a rendere il linguaggio di questo sistema sempre più specifico, dettagliato e verificabile, fino a giungere a noi attraverso la revisione di Ouspenky che, in “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” e nella “Quarta Via”, conia un vero e proprio linguaggio adatto all’evoluzione dell’uomo contemporaneo.

Con questo linguaggio e attraverso l’idea portante del Sistema, rappresentata dal Raggio di Creazione, possiamo osservare il cosmo, collocare l’uomo e tutta la vita organica all’interno del progetto cosmico, scoprirne e spiegarne il ruolo attraverso i suoi molteplici meccanismi.

Nel caleidoscopio cosmico offertoci dal Raggio di Creazione non esiste l’idea di Dio ma quella di Assoluto e di direzione.

Non è la storia “raccontata” a spiegare né il cosmo né l’uomo.

Da dove veniamo? Chi siamo? Cosa vogliamo?  Dove andiamo?

Quali domande dirigono la nostra vita?

E cosa siamo disposti a fare per entrare in contatto con un’altra conoscenza?

In fondo, l’esoterismo e la possibilità evolutiva si sintetizzano e si risolvono in questa semplice domanda.

Uno dei più grandi maestri della Quarta Via e sicuramente il più conosciuto è George Ivanovich Gurdjieff.

Ma corrono altri tempi e le scuole ed i loro Maestri cambiano, manifestandosi nel mondo con nuovi metodi di applicazione e di studio.

Gurdjieff era un essere cosciente ma questo non lo rende anche un uomo moderno. Capiamo perché.

In Vedute sul mondo reale, Gurdjieff ci esorta con queste parole: “Esci una sera sotto il vasto cielo stellato, alza gli occhi a quei milioni di mondi sopra la tua testa. Forse su ognuno di essi formicolano miliardi di esseri simili a te, persino superiori a te per costituzione. Guarda la Via Lattea. In quell’infinità, la Terra non può nemmeno essere considerata un granello di sabbia. La Terra vi si dissolve, sparisce, e con essa sparisci anche tu. Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi andare?”…

Ed ancora… con il suo labirintico stile narrativo, in Racconti di Belzebù al suo piccolo nipote Gudijeff narra del vascello Karnak, in cui lui e il suo piccolo nipote Hassein viaggiano nello spazio. Da quella vastità Gurdjieff osserva l’umanità ed i suoi intrinsechi meccanismi, descrivendoli minuziosamente a suo nipote. È proprio in quella parola “vascello” che possiamo iniziare ad intuire che il linguaggio utilizzato da Gurdjieff è un linguaggio arcaico per l’uomo moderno. Possiamo esser certi che se un Gurdjieff fosse esistito nei tempi moderni, testimone delle scoperte scientifiche dell’ultimo secolo, quel vascello lo avrebbe chiamato “astronave”.

Eppure… nonostante il linguaggio utilizzato fosse arcaico, la sua intuizione fu esatta… perché decise di proiettare la sua narrazione nello spazio, per osservare l’umanità e raccontarla al suo piccolo ascoltatore e ai suoi futuri lettori, utilizzando lo stesso metodo di osservazione che da lì a poco si sarebbe manifestato nel mondo! Un cambiamento epocale, in cui la scienza sarebbe stata fautrice e forza trainante di una nuova visione del mondo e dell’uomo, iniziava a tessere la sua trama.

Da Copernico, a Keplero, a Galileo si cercò di confutare la visione di una creazione divina della vita dell’universo, dell’uomo e di ogni creatura vivente. Delle vere e proprie “intuizioni” rappresentarono le pietre miliari di quella che conosciamo come la Rivoluzione scientifica del XVII° secolo, con la quale iniziò a cambiare la visione dell’esistenza e degli eventi ad essa collegati, influenzando ed avvicinando sempre più persone ad una visione scientifica e cosmologica.  Ciò che i dogmi religiosi fino ad allora avevano anestetizzato, la scienza cerca di risvegliarlo, con la rivoluzione scientifica il suo linguaggio e un nuovo messaggio in cui tecnica e pratica iniziano a costruire una nuova visione dell’universo e dell’uomo.

La scienza moderna apre così ad una nuova ed epocale possibilità, una possibilità reale per l’individuo moderno di sperimentare una diversa concezione ed attuazione del mondo e di sé stesso, anche rispetto al significato della sua possibile evoluzione interiore.

Le allegorie fino a quel momento avevano aggiunto un mistero al mistero: per esempio, avevano sostituito Dio alla scienza, sostituendo di fatto un concetto ad una conoscenza più oggettiva, che la scienza moderna avrà l’ardire di svelarci o di restituirci, dopo secoli di oblio.

Come l’uomo moderno, coinvolto in questa rivoluzione, può quindi intendere, pensare, praticare l’idea di evoluzione?

Come può l’uomo moderno approcciare e studiare più profondamente l’antica conoscenza, contenuta nei testi sacri, in scienza, in verifica, in pratica? Come può liberarsi dalla mistificazione del dogma, delle religioni e dei loro concetti? Come può rompere le barriere psicologiche che quei concetti, insediati negli individui attraverso una programmazione millenaria, hanno alimentato e trasformato in veri e propri preconcetti rispetto alla spiritualità, all’evoluzione, al risveglio e all’idea di esoterismo? 

Nei millenni le scuole esoteriche si sono succedute apparendo e scomparendo all’interno delle epoche storiche, proteggendo e custodendo una conoscenza di un ordine superiore, proveniente da menti superiori, da influenze coscienti. Questo tipo di conoscenza è sempre stata scientifica e cosmologica, al di là dei linguaggi utilizzati. Tra i ruoli che una scuola esoterica è chiamata a svolgere, vi è la trasformazione del linguaggio che spiega la conoscenza, affinché esso sia comprensibile, quando la scuola ricomparirà, in quel “determinato presente”.

Attraverso l’acquisizione di nuove scoperte, scientificamente sempre più precise, il linguaggio esoterico può e deve essere riformulato, mantenendo inalterata la conoscenza trasmessa. Le influenze coscienti non conoscono fissità, esse sono mobili e per questo viaggiano nel Tempo.

Fino alla Scuola di Quarta Via di Gurdjieff, assistiamo ad un linguaggio che spesso ancora si nutre di esempi ed allegorie. Fu con Ouspensky, prima allievo di Gurdjieff e poi Maestro della Quarta Via, che vediamo tale linguaggio trasformarsi in scienza allo stato puro.

Ouspensky, membro attivo dell’intellighentia russa dell’epoca, comprese anticipatamente in quale direzione stesse andando il mondo. La frequentazione di un ambiente popolato di scienziati come medici, fisici, matematici, chimici ed una certa “singolare dote di preveggenza” gli consentirono di interpretare il mondo a venire.

I diagrammi, introdotti da Ouspensky nel sistema della Quarta Via, sono emblema di scienza e mobilità. Di indagine e verifica.

Il linguaggio avanguardistico di Ouspensky rende oggi possibile, in questo tempo presente e per l’uomo moderno, conoscere e comprendere dove inizi l’idea di evoluzione possibile per l’individuo e come questa evoluzione possa attuarsi… conducendo un individuo, addormentato all’antica conoscenza, al risveglio che lo renderà consapevole di chi è, di dove si trova, di cosa vuole e di dove sta andando.

Dopo aver assolto il suo ruolo, la Scuola di Quarta Via di Ouspensky scomparve.

Ouspensky scrisse che “Gli individui muoiono ma le idee non muoiono” ed oggi grazie al lavoro di menti superiori, alle quali Ouspensky ha offerto la parola attraverso i suoi scritti, possiamo affermare che la conoscenza delle scuole esoteriche viene custodita ma non può mai andare perduta. Essa torna a manifestarsi quando vi sono condizioni adatte alla sua trasmissione. La particolarità di ogni scuola esoterica è principalmente quella di non utilizzare mai linguaggi pregressi. Ogni scuola traccia sempre la sua via, il suo metodo senza mai però alterare la conoscenza.

Da Galileo fino ai nostri giorni, numerosissime scoperte ci hanno insegnato che una spiegazione scientifica può essere cercata e trovata laddove non ci si ostini a credere ciecamente alle teorie di chi, per ignoranza, nega qualsiasi verità che non sia conforme ad alcuni e radicati concetti.

Inizio e fine, grande e piccolo sono solo concetti. Possibilità ed impossibilità sono solo concetti.

Dio, il dio religioso, è solo un concetto.

È così che il profano è divenuto sacro. Attraverso i concetti e i preconcetti, ci siamo abituati a vivere senza comprendere nulla del mondo e di noi stessi, nulla delle leggi che governano il mondo ed i processi fisici e psichici di noi stessi. Non conoscendo le leggi cui è soggetta la sua opera, l’uomo s’illude di essere lui ad agire, a fare, a costruire, a decidere; non si rende conto di essere dominato, nelle sue scelte, da forze superiori; non vede che cosa lo induce a muoversi in un modo piuttosto che in un altro, a ripetere ciclicamente le stesse operazioni; non riconosce il suo grado di meccanicità, il suo stato di letargia.

Miliardi di esseri che, a differenza di tutto il resto della vita organica, possono capire il mondo e loro stessi, sono ormai abituati ad allinearsi ai voleri inflessibili della programmazione e all’inerzia dei preconcetti, sradicando l’essenza e con essa la sua possibilità evolutiva. L’illusione creata dalla conoscenza autoritaria delle religioni ha fagocitato anche gli atei, che tanto si affannano a dimostrare l’esistenza di Dio.

Ma il punto non è Dio.

Il punto è la scienza, l’origine è scienza, il Principio risiede in tale conoscenza.

Solo un approccio scientifico, crea una forma di pensiero, un atteggiamento utile all’assimilazione di questo Sistema attraverso il nuovo linguaggio tramandato da Ouspensky nella sua Scuola di Quarta Via e pensato per l’uomo contemporaneo.

L’industrializzazione, la nascita delle fabbriche, dei laboratori chimici hanno reso comprensibile lo studio dell’uomo attraverso il diagramma della Fabbrica a tre piani. Il superamento delle vecchie visioni sull’anatomia, che si originarono dalle supposizioni di Galeno, aiuta la mente allo studio dei centri di gravità presenti nella struttura meccanica dell’uomo. La chimica e la classificazione degli elementi nella tavola periodica, creano il terreno adatto per l’assimilazione di diagrammi come quello della tavola degli idrogeni. Lo sviluppo della scala musicale, così come la conosciamo oggi, formata da sette note con due intervalli rappresentati dai semitoni mancanti, ha consentito la descrizione di una legge universale fondamentale: la legge del Sette o legge dell’Ottava. Grazie alla Quarta Via attraverso lo studio di questa legge possiamo entrare in contatto con una sua dimensione subordinata, chiamata la l’Ottava laterale del sole in cui l’individuo può assumere una potenziale importanza individuale in termini evolutivi. Oggi sappiamo con certezza che è luce del sole a generare la vita, pertanto sarà plausibile considerare che la vibrazione di questo campo elettromagnetico influisca anche sulla nostra interiorità…ma solo a precise condizioni.

La nostra vita, attraverso la tecnologia e la scienza, in parte è mutata e continuerà a trasformarsi e noi siamo una delle manifestazioni viventi di questa mutazione in atto. Ma questo progresso scientifico e tecnologico ha sinceramente condotto il singolo individuo ad una conoscenza più profonda di sé stesso e del posto in cui si trova?

L ‘uomo sembra essere rimasto quello di sempre. Il radicale cambiamento tecnologico e scientifico non ha mutato il suo essere né la sua capacità di comprensione e le sue potenzialità in relazione all’evoluzione interiore. Sovrastati e fagocitati da informazioni e dati, rispondiamo meccanicamente al mondo circostante attraverso i desideri, le aspettative e le opinioni imposti dalla società e dai social network.

La tecnologia è addirittura in grado di carpire, attraverso algoritmi sempre più sofisticati, le nostre esigenze meccaniche e di anticiparle, proponendoci costantemente ciò di cui potremmo aver bisogno.

Ma di cosa ha interiormente bisogno l’uomo? 

Come può la conoscenza di altre galassie, la ricostruzione della Via Lattea, la possibilità di vita su altri pianeti, la conoscenza delle leggi fisiche che regolano i processi fisici chimici e biologici aiutarci a penetrare i processi psicologici? 

Nella Quarta Via l’idea del Raggio di Creazione, basata su conoscenze astronomiche ed astrofisiche confermate dalle scoperte scientifiche moderne, individua dove siamo, chi siamo, cosa vogliamo e perché siamo qui.

Questo Sistema non considera l’uomo né completo né immortale per diritto di nascita ma descrive come, attraverso le realtà scientifiche e cosmologiche, il suo essere possa completarsi e come il corpo fisico possa avere la capacità di ospitare un’anima, quell’entità immortale che chiede di essere costruita attraverso processi chimici ben determinati e che hanno a che fare con conoscenze che travalicano la scienza ordinaria. 

In questo Sistema, nella Quarta Via, non esiste l’idea di Dio ma quella di Assoluto e di direzione.

Con questo linguaggio possiamo osservare il cosmo e spiegare l’uomo.

Non è la storia “raccontata” a spiegare né il cosmo né l’uomo.

Da dove veniamo? Chi siamo? Cosa vogliamo?  Dove andiamo?

Quali domande dirigono la nostra vita?

I.Te.R. Scuola di Quarta Via